Confcommercio ai Sindaci, vigilare sul rispetto delle regole

lunedì 16 marzo 2020 18:45:06
Confcommercio Umbria, raccogliendo la sollecitazione di molti associati, ha inviato una lettera a tutti i Sindaci dell'Umbria chiedendo che le imprese aperte in base all'allegato 1 del DPCM dell'11 marzo rispettino i limiti imposti alla tipologia di prodotto che possono vendere, per non generare concorrenza sleale ai danni degli esercizi specializzati chiusi.

Confcommercio Umbria ha infatti ricevuto diverse segnalazioni circa operatori che, pur potendo legittimamente continuare la propria attività, non hanno però cessato la vendita di beni esclusi da quelli previsti dall'allegato 1 del decreto (es. libri, cancelleria, fiori, etc.).

Un comportamente di concorrenza sleale non accettabile, tanto più in un momento così drammatico.

"Confcommercio rappresenta tutti gli operatori della vendita al dettaglio - ha scritto ai sindaci il presidente regionale Giorgio Mencaroni - e abbiamo a cuore il bene di ogni impresa di questo settore, che in questo momento si trova in una condizione di difficoltà senza precedenti.
Proprio per questo, occorre fare in modo che ci sia equità e chiarezza: per evitare una concorrenza doppiamente sleale agli operatori specializzati che ora sono chiusi, ma anche per evitare sanzioni alle imprese aperte, in una situazione normativa molto magmatica e in continua evoluzione”.

I Comuni sono stati quindi sollecitati a vigilare ed invitare gli operatori trovati non in regola a cessare le vendite di  prodotti non di prima necessità, anche imponendo la perimetrazione dei punti vendita, così da chiarire all'utenza quali sono le merci acquistabili e quali no.


 Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covi-19 negli ambienti di lavoro


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