Attività commerciali, dal 1° febbraio servirà il green pass | Confcommercio
Green Pass, dove serve e dove no: cosa cambia dal 1° febbraio 2022

Attività commerciali, dal 1° febbraio servirà il green pass

Un nuovo decreto del Governo impone l’obbligo della certificazione verde “base” per accedere in attività commerciali e di servizio alla persona. Confcommercio: “attenzione agli impatti organizzativi, chiediamo un confronto urgente”.
lunedì 10 Gennaio 2022 | iconCONDIVIDI iconSTAMPA

Ecco le novità dell’ultimo decreto del Consiglio dei ministri, pubblicato il 7 gennaio 2022. Le scadenze da ricordare.

Dal 20 gennaio 2022 e fino al 31 marzo 2022 (salvo proroghe)

Obbligo di green pass “base” per accedere alle attività di servizio alle persone, quali parrucchieri ed estetisti.

Dal 1° febbraio 2022 e fino al 31 marzo 2022 (salvo proroghe)

Obbligo green pass base per uffici pubblici, servizi bancari, postali e finanziari, attività commerciali salvo quelle definite “necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Si ricorda infine l’obbligo – dal 15 febbraio e fino al 15 giugno 2022 – di super green pass per gli over 50 che si recano al lavoro.

 

Dal 10 gennaio, Super green pass anche per alberghi e ristorazione all’aperto

 

Cosa prevede il nuovo decreto legge

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 gennaio scorso un nuovo decreto legge per ‘rallentare’ la curva di crescita dei contagi. Due le misure principali: l’obbligo vaccinale per gli over 50 e l’estensione dell’obbligo di “green pass” per accedere alle attività di servizio alle persone.

Nel dettaglio, per entrare nelle attività commerciali (dal primo febbraio) e parrucchieri ed estetisti (dal 20 gennaio, vedi le scadenze da ricordare) servirà il certificato verde “base” (quindi ottenibile anche con tampone).

Sempre dal primo febbraio servirà anche per uffici pubblici, servizi bancari, postali e finanziari.

Quanto all’obbligo del vaccino, varrà fino al 15 giugno per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni o che li compiranno entro quella data.

Chi è guarito, invece, dovrà vaccinarsi obbligatoriamente dopo sei mesi. Per i contravventori è prevista una sanzione di 100 euro.

Dal 15 febbraio, inoltre, gli stessi over 50 potranno andare al lavoro solo con il “super green pass” sia nel pubblico che nel privato.

Le verifiche spetteranno ai datori di lavoro: chi non ha il certificato verde rafforzato sarà considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione, “con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e senza conseguenze disciplinari”, ma con la sospensione dello stipendio e di qualunque “altro compenso o emolumento comunque denominato”.
Le imprese potranno però sostituire chi non ha il pass rafforzato. Le sanzioni, in questo caso, vanno da 600 a 1.500 euro.

Confcommercio: “attenzione agli impatti organizzativi, chiediamo un confronto urgente”

“Vaccini e green-pass stanno sorreggendo resistenza e ripartenza delle attività e va evitato, ad ogni costo, che pandemia e crisi economica inneschino una pericolosa emergenza sociale. Ma scelte impegnative richiedono attenta e precisa programmazione e preparazione.

In riferimento alle nuove disposizioni che estendono l’obbligo di green-pass ordinario anche per l’accesso a tutte le attività commerciali, fatte salve le “eccezioni” che verranno individuate per il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona, occorrerà, dunque, contenere l’impatto organizzativo di un improprio ruolo di controllo e verifica da parte degli esercenti”: questo il commento di Enrico Postacchini, componente di Giunta di Confcommercio con incarico per Commercio e Città.

“Si ripropone inoltre il problema, già sperimentato nel ciclo dei provvedimenti emergenziali di sospensione o limitazione delle attività, della concreta individuazione delle ‘eccezioni’ e delle ‘esigenze essenziali e primarie’ con il connesso rischio di scelte contraddittorie o discriminanti. Infine – conclude Postacchini – si rafforza la necessità e l’urgenza di misure di sostegno per le imprese colpite dalla recrudescenza della pandemia, a partire dalle imprese della filiera del turismo e dall’esigenza di un nuovo ciclo di ‘cassa Covid’ con efficacia retroattiva dal primo gennaio. Al Governo, chiediamo, dunque, un confronto urgente”.

CONFCOMMERCIO SU CONFERENZA STAMPA DRAGHI: “URGENTI PIÙ RISORSE PER FRONTEGGIARE L’IMPATTO DELLA NUOVA FASE DELLA PANDEMIA SULLE IMPRESE”

Il Presidente Draghi ha fatto riferimento agli stanziamenti della Legge di bilancio per il 2022 per la prima risposta ai fabbisogni dei settori produttivi colpiti – a partire dalla filiera del turismo – dall’impatto della nuova fase della pandemia. Non ha, tuttavia, escluso la necessità del reperimento di ulteriori risorse.

Per Confcommercio è fin d’ora chiaro che vanno messi urgentemente in campo nuovi ristori e nuove moratorie creditizie e fiscali oltre che un nuovo ciclo di Cassa COVID.

Servono, dunque, risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati in Legge di bilancio. Servono con urgenza e vanno reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio.

 

Info e contatti

Area Normativa Confcommercio Umbria
dott.ssa Michela Martini
075.506711

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