Plastica monouso, dal 14 gennaio scatta la stretta | Confcommercio
Plastica monouso, dal 14 gennaio scatta la stretta

Plastica monouso, dal 14 gennaio scatta la stretta

Entra in vigore il divieto di immissione sul mercato di alcuni prodotti di plastica monouso e di plastica oxo-degradabile, se presentano meno del 40% di materiale biodegradabile e compostabile. La materia è piuttosto complicata: chiama subito il Servizio Rifiuti e Ambiente di Confcommercio Umbria!
martedì 14 Dicembre 2021 | iconCONDIVIDI iconSTAMPA

IN SINTESI:

A decorrere dal 14 gennaio 2022 è vietata l’immissione sul mercato dei prodotti di plastica monouso.

La messa a disposizione sul mercato nazionale di questi prodotti è consentita fino all’esaurimento delle scorte, a condizione che possa esserne dimostrata l’immissione sul mercato in data antecedente all’effettiva decorrenza dell’obbligo.

Per immissione sul mercato si intende: la prima messa a disposizione di un prodotto sul mercato da parte del produttore o importatore.

Per messa a disposizione sul mercato si intende: la fornitura di un prodotto per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato del territorio nazionale nel corso di un’attività commerciale a titolo oneroso o gratuito.

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30 novembre 2021 il decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 196 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente. La nuova disciplina intende invertire le crescenti tendenze di consumo e contribuirà a promuovere la transizione del nostro Paese verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, valorizzando anche l’utilizzo di plastica riciclata idonea al diretto contatto alimentare per le bottiglie destinate a contenere bevande.

Dal 14 gennaio i seguenti prodotti di plastica monouso non saranno più commerciabili, se presentano meno del 40% di materiale biodegradabile e compostabile:

  • bastoncini cotonati (tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio
  • posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette)
  • piatti
  • cannucce (tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE)
  • agitatori per bevande
  • aste da attaccare a sostegno dei palloncini (tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori) e relativi meccanismi;
  • contenitori per alimenti in polistirene espanso, vale adire recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti che soddisfano congiuntamente i seguenti criteri: a) sono destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto; b) sono generalmente consumati direttamente dal recipiente; c) sono pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura o riscaldamento, compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti;
  • contenitori per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
  • tazze o bicchieri per bevande in polistirene espanso relativi tappi e coperchi.

La messa a disposizione sul mercato nazionale dei prodotti sarà consentita, fino all’esaurimento delle scorte, a condizione che possa esserne dimostrata l’immissione sul mercato in data antecedente alla effettiva decorrenza dell’obbligo (14 gennaio 2022).

Non rientra nel divieto l’immissione nel mercato dei prodotti realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, certificato conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 o UNI EN 14995, con percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40 per cento nei seguenti casi:

  • ove non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti (elencati sopra);
  • qualora l’impiego sia previsto in circuiti controllati che conferiscono in modo ordinario e stabile, con raccolta differenziata, i rifiuti al servizio pubblico di raccolta quali, mense, strutture e residenze sanitarie o socio-assistenziali;
  • laddove tali alternative, in considerazione delle specifiche circostanze di tempo e di luogo, non forniscano adeguate garanzie in termini di igiene e sicurezza;
  • in considerazione della particolare tipologia di alimenti o bevande;
  • in circostanze che vedano la presenza di elevato numero di persone;
  • qualora l’impatto ambientale del prodotto riutilizzabile sia peggiore delle alternative biodegradabili e compostabili monouso, sulla base di un’analisi del ciclo di vita da parte del produttore.

Il mancato rispetto della normativa è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.

È inoltre prevista una sanzione aumentata fino al doppio del massimo in caso di immissione di un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

Info e contatti

Servizio Rifiuti e Ambiente Seac Confcommercio Umbria

dott.ssa Amanda Calisti – Tel. 075 506711