Meno negozi nei centri storici di Perugia e Terni | Confcommercio
Meno negozi nei centri storici di Perugia e Terni: meno servizi, sicurezza e attrattività

Meno negozi nei centri storici di Perugia e Terni

Il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni commenta i dati dell’Osservatorio sulla demografia d’impresa nei centri urbani: “Occorre scongiurare il rischio di desertificazione commerciale, che porta meno servizi, sicurezza e attrattività”. La risposta di Confcommercio in materia di rigenerazione urbana.
giovedì 8 Febbraio 2024 | iconCONDIVIDI iconSTAMPA

In poco più di dieci anni sono “sparite” 108 attività di commercio al dettaglio nel centro storico di Perugia e 82 nel centro storico di Terni.
La fotografia scattata da Confcommercio grazie al suo Osservatorio sulla demografia d’impresa nelle città italiane e nei centri storici, con focus su Perugia e Terni, conferma anche quest’anno un trend pesante e che sembra inarrestabile.
Un trend che preoccupa Confcommercio, ma che chiama in causa tutti, perché significa meno servizi, vivibilità, sicurezza, attrattività. La riduzione dei livelli di servizio offerto dai negozi in sede fissa confina infatti con il rischio di desertificazione commerciale dei centri storici, dove invece vanno richiamati giovani e famiglie, con specifiche politiche attive.

“Anche quest’anno, i dati di oggi del nostro Osservatorio ci confermano che nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie”, commenta il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni.
Negli ultimi 4 anni, il centro storico di Perugia ha perso il 12,04% dei negozi mentre nelle periferie il dato è di -7,16%. A Terni, nello stesso periodo, si va dal -8,38 al -5,01%.

Più preoccupante il confronto tra i dati del 2012 e quelli 2023, visto che il centro storico di Perugia ha perso ben il 30,95% delle sue attività commerciali, contro il 13,98% del resto del territorio comunale. Stessa dinamica a Terni, dove le percentuali con il segno negativo sono più vicine: -21,13% nel centro storico e -17,78% nel resto del territorio.

“Contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale”, dice ancora il presidente Mencaroni, “è uno degli obiettivi del progetto Cities di Confcommercio, che intende proprio contribuire alla riqualificazione e rigenerazione dei centri urbani e sostenere le economie di prossimità.

Grazie al progetto Cities, Confcommercio ha attivato 12 cantieri di innovazione urbana in Italia: Perugia è uno di questi. Nel capoluogo umbro la sperimentazione è declinata nella raccolta e l’uso efficace dei dati per trasformarli in informazioni utili alla definizione di politiche e azioni adeguate alle necessità di imprese e cittadini.

Abbiamo pianificato una serie di incontri con gli imprenditori per spiegare le opportunità offerte da Cities.
Il primo incontro è riservato agli imprenditori del centro storico di Perugia e si terrà lunedì 12 febbraio, alle ore 9:30, al Centro Galeazzo Alessi di via Mazzini, con introduzione della presidente di Confcommercio Perugia Ivana Jelinic. Abbiamo intenzione di ascoltare attentamente anche le esigenze specifiche degli operatori”.

I dati che fanno crescere la tua impresa: incontro a Perugia

 

I DATI UMBRI DELL’OSSERVATORIO – 2023 (giugno) vs 2019

Nel centro storico di Perugia si è passati dalle 274 imprese commerciali del 2019 alle 241 del 2023. In calo anche le attività fuori dal centro storico: 1.160 attività del commercio nel 2019, 1.077 nel 2023.
Lieve calo nell’andamento delle attività turistico ricettive: nel centro storico bar, ristoranti e alberghi erano 229 nel 2019, 225 nel 2023. Fuori dal centro storico stesso trend: 575 imprese del comparto ricettività-ristorazione nel 2019, 530 nel 2023. Con la sola eccezione delle “altre forme di alloggio” che possono essere ricondotte al fenomeno degli affitti brevi e che, nello stesso periodo, sono cresciute del 18,18%.

Le dinamiche nel comune di Terni: nel centro storico le attività commerciali sono passate dalle 334 del 2019 alle 306 del 2023. Fuori dal centro storico i negozi erano 818 nel 2019, 777 nel 2023.
Il settore ricettività-ristorazione: nel centro storico i bar, alberghi e ristoranti erano 154 nel 2019 e 146 nel 2023. Fuori del centro storico: 332 nel 2019 e 320 nel 2023.

 

I DATI UMBRI DELL’OSSERVATORIO – 2023 (giugno) vs 2012

Per il commercio, il conto è molto più salato se il confronto avviene con i dati del 2012, prima edizione dell’Osservatorio sulla demografia delle imprese di Confcommercio.
Rispetto al 2012 le imprese commerciali del centro storico di Perugia hanno avuto un crollo del 30,95%; mentre fuori del centro storico sono calate del 13,98%.

Stesso trend per le imprese commerciali ternane, che nel centro storico sono diminuite del 21,13% rispetto al 2012 e fuori del centro storico del 17,78%.
In controtendenza il comparto ricettività ristorazione. Nel centro storico di Perugia, nello stesso periodo, queste attività sono aumentate del 3,69%; fuori del centro storico invece calo dell’8,15%. Nel centro storico di Terni, sono aumentate del 3,55%; fuori del centro storico invece calo del 6,98%.

 

OSSERVATORIO CONFCOMMERCIO: ITALIA NEL COMPLESSO

Tra il 2012 e il 2023, in Italia, sono spariti oltre 111mila negozi al dettaglio e 24mila attività di commercio ambulante; sono cresciute solo le attività di alloggio e ristorazione (+9.800).
Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi si riducono le imprese italiane (-8,4%) e aumentano quelle straniere (+30,1%).
E metà della nuova occupazione straniera nell’intera economia (+242mila) è proprio in questi settori (+120mila).
Nei centri storici chiudono più negozi che nelle periferie.
Nei centri storici sono sempre meno le attività tradizionali (carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%) e sempre più quelle che offrono servizi e tecnologia (farmacie +12,4%, computer e telefonia +11,8%), oltre alle attività di alloggio (+42%) e ristorazione (+2,3%).